Teresa amava il mattino solo quando non doveva lavorare. Amava starsene a casa, la sua casa. Le piaceva ascoltare i rumori che entravano dall'esterno di quel totale silenzio.
Ma amava anche i tramonti, perchè amava le sue oscurità. Le piacevano le persone che manifestavano quel tramonto. Lo trovava veramente romantico in una persona, e spesso se ne innamorava, anche se donna. Era una vicinanza compassionevole che le faceva bene, la faceva sentire viva, "perchè quello è il significato della vita".
Davide le tornava spesso alla mente, la sua bocca. Il suo sorriso discolo. I suoi occhi spalancati. I suoi capelli. Lunghi. Le sue braccia da africano, lo ricordava biondo, chissà come mai. E lo vedeva come un personaggio dei cartoon giapponesi, o di Milo Manara.
Lo pensava nel suo vecchio appartamento, dove si erano incontrati per la prima volta.Lui che riempiva il pianerottolo.La camera con le lenzuola bordeaux. La giacca (gialla) di lei che cadeva nel pavimento e lui che gliela toglieva:"bella questa giacca"...
E lo pensava nudo completamente ad aspettarla nel suo letto. Lei che suonava alla sua porta. Lui che dalla finestra al primo piano si affacciava riempendola. Il suo secondo appartamento era come una torre, con le scale a chiocciola che portavano al suo letto di sopra. E la cucinetta di sotto dove si poteva parlare. E lei pensava: "la Torre di Jung"...
di Sabina.Kundera
Ma amava anche i tramonti, perchè amava le sue oscurità. Le piacevano le persone che manifestavano quel tramonto. Lo trovava veramente romantico in una persona, e spesso se ne innamorava, anche se donna. Era una vicinanza compassionevole che le faceva bene, la faceva sentire viva, "perchè quello è il significato della vita".
Davide le tornava spesso alla mente, la sua bocca. Il suo sorriso discolo. I suoi occhi spalancati. I suoi capelli. Lunghi. Le sue braccia da africano, lo ricordava biondo, chissà come mai. E lo vedeva come un personaggio dei cartoon giapponesi, o di Milo Manara.
Lo pensava nel suo vecchio appartamento, dove si erano incontrati per la prima volta.Lui che riempiva il pianerottolo.La camera con le lenzuola bordeaux. La giacca (gialla) di lei che cadeva nel pavimento e lui che gliela toglieva:"bella questa giacca"...
E lo pensava nudo completamente ad aspettarla nel suo letto. Lei che suonava alla sua porta. Lui che dalla finestra al primo piano si affacciava riempendola. Il suo secondo appartamento era come una torre, con le scale a chiocciola che portavano al suo letto di sopra. E la cucinetta di sotto dove si poteva parlare. E lei pensava: "la Torre di Jung"...
di Sabina.Kundera
1 commento:
vedo un quadro di De Chirico....
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