Silenzi nascosti e ricercati
silenzi sottintesi
Strade aperte alla noia
correnti lucide di nostalgie.
Toccami col tuo silenzio,
tocca il mio orecchio
che sta teso
nell'attesa di un tuo suono
chissà cosa il tuo silenzio nasconde
chissà quali strani pensieri
pensieri che descrivono me
e con me il resto del tuo mondo.
di Sabina Kundera
giovedì 8 settembre 2011
domenica 31 luglio 2011
Un passo indietro
Scrivere non è solo raccontare storie.
Scrivere è soprattutto capire, farsi raccogliere e contenere.
La dolcezza dello scrivere, lo mette un gradino più in su del parlare.
Lo scrivere quale comunicazione più profonda e sentimentale in passato posticipava il parlare (al tempo dei nostri genitori o anche nell'800.)
Con la scrittura si amplia tutto, tutto si espande o si approfondisce.
La parola pronunciata è più violenta e essenziale.
Oggi il web ha capovolto la cosa:si parte dalla scrittura per tornare alla parola, si fa un passo indietro e dall'anima si torna in superficie. La stessa cosa è successa col sesso:si parte da esso per poi tornare in superficie (quando è solo sesso).
di Sabina.Kundera
Scrivere è soprattutto capire, farsi raccogliere e contenere.
La dolcezza dello scrivere, lo mette un gradino più in su del parlare.
Lo scrivere quale comunicazione più profonda e sentimentale in passato posticipava il parlare (al tempo dei nostri genitori o anche nell'800.)
Con la scrittura si amplia tutto, tutto si espande o si approfondisce.
La parola pronunciata è più violenta e essenziale.
Oggi il web ha capovolto la cosa:si parte dalla scrittura per tornare alla parola, si fa un passo indietro e dall'anima si torna in superficie. La stessa cosa è successa col sesso:si parte da esso per poi tornare in superficie (quando è solo sesso).
di Sabina.Kundera
Accendo la luce a un sogno.
lunedì, 27 giugno 2011 alle 16:50
Vivo pensieri solitari
vivo sogni mai nascosti
vivo un' oasi toccandola.
Brilla una stella sopra il mio tetto
è come una puntina di diamante
ma forse è un aereo che va...
E allora stacco la mente da un sogno.
di Sabina.Kundera
vivo un' oasi toccandola.
Brilla una stella sopra il mio tetto
è come una puntina di diamante
ma forse è un aereo che va...
E allora stacco la mente da un sogno.
di Sabina.Kundera
Zodiaco fissato
Aquario
acqua eterea
sai pulire e sporcare
spegnere e brillare
nutrire e distruggere
sono state fatte danze per invocarti
e un'arca per fuggirti
Libra -ta
La puntigliosità non è necessaria
il giudizio ci chiude in uno schermo monotematico
Il fragore rosso delle chiacchiere acceca
e l'azzurro intenso schiarisce la nostra vita
porgerò il mio piatto al sussurro gridato
alle spine seccate da un sole avvolgende
al triste volto dell'apparenza
peserò gli urli sbeffeggiati
per capire meglio il mio vicino
e la mia rabbia a piccole dosi per farne compassione
di Sabina.Kundera
acqua eterea
sai pulire e sporcare
spegnere e brillare
nutrire e distruggere
sono state fatte danze per invocarti
e un'arca per fuggirti
Libra -ta
La puntigliosità non è necessaria
il giudizio ci chiude in uno schermo monotematico
Il fragore rosso delle chiacchiere acceca
e l'azzurro intenso schiarisce la nostra vita
porgerò il mio piatto al sussurro gridato
alle spine seccate da un sole avvolgende
al triste volto dell'apparenza
peserò gli urli sbeffeggiati
per capire meglio il mio vicino
e la mia rabbia a piccole dosi per farne compassione
di Sabina.Kundera
Leggere letture
Leggo le tue parole.
Esse sono te,
la tua anima
e la tua animalità.
Leggerti, accoglierti coi miei occhi.
Ascoltarti dalla pagina
Capirti ogni volta che lo desidero.
Le parole fanno rumore
e io posso ascoltarti in silenzio.
Le parole sono parole ma se le scrivi non fuggono.
di Sabina.Kundera
Esse sono te,
la tua anima
e la tua animalità.
Leggerti, accoglierti coi miei occhi.
Ascoltarti dalla pagina
Capirti ogni volta che lo desidero.
Le parole fanno rumore
e io posso ascoltarti in silenzio.
Le parole sono parole ma se le scrivi non fuggono.
di Sabina.Kundera
sabato 30 luglio 2011
Compagnia
domenica, 10 luglio 2011 alle 19:01
Compagnia sacra coi suoi mulini
Compagnia sacra coi suoi mulini
Spazza questa mia tristezza e questo mio pianto
Si allaga un volto di ricordi e di inquietudini
Cerco forza tra le mie parole
e mi domando cosa sbaglio.
L'empatia mi appartiene da sempre
il pianto guardavo negli occhi di mia madre
ma a me il soffrire ora stanca
voglio andarmene da quì.
Voglio più sole e comprensione per me
voglio ascolto e parole sbiadite di te
voglio combattere la noia col calore di una risposta.
di Sabina.Kundera
Si allaga un volto di ricordi e di inquietudini
Cerco forza tra le mie parole
e mi domando cosa sbaglio.
L'empatia mi appartiene da sempre
il pianto guardavo negli occhi di mia madre
ma a me il soffrire ora stanca
voglio andarmene da quì.
Voglio più sole e comprensione per me
voglio ascolto e parole sbiadite di te
voglio combattere la noia col calore di una risposta.
di Sabina.Kundera
Remember (un sogno).
mercoledì, 23 marzo 2011 alle 17:44
Teresa amava il mattino solo quando non doveva lavorare. Amava starsene a casa, la sua casa. Le piaceva ascoltare i rumori che entravano dall'esterno di quel totale silenzio.
Ma amava anche i tramonti, perchè amava le sue oscurità. Le piacevano le persone che manifestavano quel tramonto. Lo trovava veramente romantico in una persona, e spesso se ne innamorava, anche se donna. Era una vicinanza compassionevole che le faceva bene, la faceva sentire viva, "perchè quello è il significato della vita".
Davide le tornava spesso alla mente, la sua bocca. Il suo sorriso discolo. I suoi occhi spalancati. I suoi capelli. Lunghi. Le sue braccia da africano, lo ricordava biondo, chissà come mai. E lo vedeva come un personaggio dei cartoon giapponesi, o di Milo Manara.
Lo pensava nel suo vecchio appartamento, dove si erano incontrati per la prima volta.Lui che riempiva il pianerottolo.La camera con le lenzuola bordeaux. La giacca (gialla) di lei che cadeva nel pavimento e lui che gliela toglieva:"bella questa giacca"...
E lo pensava nudo completamente ad aspettarla nel suo letto. Lei che suonava alla sua porta. Lui che dalla finestra al primo piano si affacciava riempendola. Il suo secondo appartamento era come una torre, con le scale a chiocciola che portavano al suo letto di sopra. E la cucinetta di sotto dove si poteva parlare. E lei pensava: "la Torre di Jung"...
di Sabina.Kundera
Ma amava anche i tramonti, perchè amava le sue oscurità. Le piacevano le persone che manifestavano quel tramonto. Lo trovava veramente romantico in una persona, e spesso se ne innamorava, anche se donna. Era una vicinanza compassionevole che le faceva bene, la faceva sentire viva, "perchè quello è il significato della vita".
Davide le tornava spesso alla mente, la sua bocca. Il suo sorriso discolo. I suoi occhi spalancati. I suoi capelli. Lunghi. Le sue braccia da africano, lo ricordava biondo, chissà come mai. E lo vedeva come un personaggio dei cartoon giapponesi, o di Milo Manara.
Lo pensava nel suo vecchio appartamento, dove si erano incontrati per la prima volta.Lui che riempiva il pianerottolo.La camera con le lenzuola bordeaux. La giacca (gialla) di lei che cadeva nel pavimento e lui che gliela toglieva:"bella questa giacca"...
E lo pensava nudo completamente ad aspettarla nel suo letto. Lei che suonava alla sua porta. Lui che dalla finestra al primo piano si affacciava riempendola. Il suo secondo appartamento era come una torre, con le scale a chiocciola che portavano al suo letto di sopra. E la cucinetta di sotto dove si poteva parlare. E lei pensava: "la Torre di Jung"...
di Sabina.Kundera
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