Si aprì il cancello e lui era lì. Pensai subito che era minuto e delicato e che la sua immagine era stata nella mia testa.
Ma poi mi colpì il suo ascolto alle mie parole, parole che a volte sembrava sussurrare. Mentre eravamo in auto guardavo le mie gambe e seguivo la sua strada. Parlai tanto.
Mi domandavo dove mi avrebbe portata e fantasticavo casa sua.
Scendemmo dalla macchina e lungo il percorso per arrivare al parco una ragazza ci incantò entrambi: aveva delle scarpe con un bel tacco, un tulle e le scattavano delle foto.
"Cosa vogliamo fare? "
"Dimmelo tu, Simone."
Aspettavo la sua guida come fossi una ballerina. Chissà se a lui piaceva fare il cicerone.
I suoi silenzi erano fatti di ascolto. Ascoltava il momento: ascoltava noi in quel momento e anche tutto ciò che ci circondava.
Seduti entrambi in quella panchina giocavamo con le parole. I gesti bloccati e osservati, nell'attesa di un po' di zucchero filato.
Cosa cerchiamo realmente? desideriamo una cosa per poi fuggirla.
Si parla di vivere (Vivi l'attimo!), ma non tutti gli attimi sono da vivere. Spesso è giusto bruciarli.
E così ci si ritrova senza avere vissuto (o meglio avendo vissuto profondamente dentro di sè e poco fuori).
Simone questo rappresenta ora per me: me stessa con i miei desideri, la mia confusione, l'eccitazione, i silenzi e le solitudini. E' l'empatia segreta di chi legge. Le fantasie volano leggere di pagina in pagina, di foto in foto. Le parole prendono e ti fissano in un sogno ricorrente, il Tuo sogno.
Leggi quelle parole e pensi "Mi ha capito". C'è un sentimento di compassione e di bontà profonda che hai già conosciuto ed è quella che lega. E così quegli occhi di fiamma delicata cadono a guardare altrove. Accettando il dolore e creando delle pagine.
Simone e i suoi libri. Libri come scrigni delle emozioni. Romanzi che parlano di vita e sentimenti, chiusi dentro ad armadi perchè non si sporchino di polvere. Perchè nel riaprirli possa ancora respirare quell'odore pulito che non tradisce. Un odore che sa di infanzia, di carta e quaderni di scuola, di lettere mai scritte a donne innamorate e di silenzi materni. Un odore per il quale non c'è pericolo ad emozionarsi.
Il viso biondo così come i capelli. Il cuore curioso dei messaggi altrui. Gli occhi color nido di bimbo e mani impegnate a sfogliare pian pian pagine per penetrarle. I Sentimenti e le Emozioni raccontati...
Roma era bellissima in quei giorni. Era una città soleggiata da incontri e da colori per me nuovi. Una città con i suoi tempi così come noi due. Gli alberi alti e maestosi quanto la città, strane biciclette, teatrini mobili e un uomo che vendeva la Fortuna.
6 commenti:
semplicemente intimista e meraviglioso
Grazie Rosy
Brava,molto carino..
Fabio
Grazie Fabio;);)
Complimenti. Grazie per questo dono inaspettato. Mai sono stato raccontato con tanta grazia e poesia. Simone
grazie a te Simone
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