Come un sogno il ricordo si pulisce e si amplifica. Il ricordo è fantasia sul passato e desiderio di felicità fermato.
Ricordo che fin da piccola a casa nostra volavano gli urli assieme agli oggetti, e le lacrime di mia madre cadevano come colla sul suo viso. Ricordo le bottiglie vuote nel pavimento al ritorno da un viaggio, e il tavolo della cucina ferito in un angolo, da un coltello.
La macchina da cucire di mia madre costruiva bambole e vestitini per noi figli. Ripenso al tavolo di bambù nel salottino assieme alle sedie altrettanto di bambù, gialle e scomode.
Ricordo mia sorella che piangeva perchè la picchiavo e poi baciandola le dicevo di non dirlo alla mamma - e lei che mi ascoltava. E ricordo il coperchio di plastica del latte in polvere della Plasmon su cui avevo disegnato un viso, la mia nuova bambola.
E poi ricordo mio fratello che fermava mio padre e difendeva mia madre, la vetrata della porta che si ruppe, l'odore di alcool mischiato a olio di motori e di officina di mio padre.
Ricordo poi la mia vergogna da adolescente in paese per gli urli di mia madre e i vestiti di mio padre. Il mio mutismo dentro al pulmino della scuola.
Ma ricordo anche i calzini appesi al camino per l'Epifania, mia madre che raccontava, mia madre che mi spiegava la storia dal libro delle elementari. Ritorno sempre a lei, che ci leggeva la Genesi la sera, tutti e tre nei nostri letti. E poi se ne andava in camera da mio padre che già dormiva.
Il bagno di casa aveva la vasca di plastica, la camera di noi bimbi era tappezzata di miei disegni, il pavimento era di mattoni rossi e vi era un mattone che per un lungo periodo rimase staccato dal cemento. Una casa dal portone rosso fuoco (anzi, rosso comunista). Il viale che radunava giochi, bambole rotte e coi capelli tagliati. La 500 bianca nella quale venni "imprigionata" e toccata da miei pari, il fermaglio nei miei capelli che spostai perché mia madre non mi credeva.
Penso che se questo fosse il mio ultimo giorno di vita, la mia anima anche morirebbe se la lasciassi senza aver creato una mia Famiglia. Un marito premuroso, presente e lavoratore. Un figlio o due gemelli. Un racconto letto la sera assieme nel nostro letto dopo aver coricato i bambini.
Lui che mi legge L' Immortalità di Kundera.